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L’inibitore della fatty acid amide hydrolase (FAAH) riduce l’iperattività detrusoriale in un modello animale

Abstract

Introduzione: Il sistema degli endocannabinoidi potrebbe esser un potenziale target terapeutico per i sintomi a carico del basso apparato urinario. Il fatty acid amide hydrolase (FAAH) è un enzima chiave per la degradazione degli endocannabinoidi. Inoltre, è stato recentemente dimostrata la sua espressione a livello uroteliale sia nel ratto che nell’uomo. L’obiettivo del nostro studio è stato quello di valutare gli effetti del trattamento cronico con oleoyl ethyl amide (OEtA), un inibitore del FAAH, sulla funzione vescicale e sull’iperattività detrusoriale in ratti femmina.Materiali e Metodi: Dopo l’approvazione del comitato etico, 19 ratti femmina di tipo Sprague-Dawley sono stati trattati con OEtA 0.3 mg/kg (n=11) o veicolo (n=8). Dopo due settimane, la funzione vescicale e la risposta all’infusione endovescicale di PGE2 (50μM) sono stati valutati nel corso di cistometrie. I tessuti vescicali isolati sono stati preparati per studi di organbath ed è stata valutata la risposta all’attivazione nervosa transmurale ed alla stimolazione con carbacolo. I metodi statistici utilizzati sono stati il t-test e l’ANOVA. Risultati: Il peso vescicale e corporeo è risultato comparabile tra i due gruppi. A livello basale, l’intervallo minzionale (MI) ed il volume minzionale (MV) erano 6.8±0.2 e 4.3±0.3 min e 1.1±0.03 e 0.6±0.05 ml per OEtA e controlli (p<0.01). I ratti trattati avevano inoltre inferiore volume residuo (RV). La capacità vescicale (BC) era 1.1±0.03 e 0.7±0.05 ml per OEtA e controlli (p<0.01). Nessuna differenza è stata registrata per la pressione basale (BP), la pressione massima (MP) e l’area sotto la curva (AUC). La pressione soglia (TP) e la pressione di flusso (FP) sono risultate maggiori (p<0.05) nei ratti trattati (21±0.3 e 36±0.6) se comparate ai controlli (16±0.5 e 26±0.6 cmH2O). Dopo PGE2, MI, MV e RV sono risultati 5.3±0.1 (OEtA) e 2.9±0.2 min (controlli; p<0.01), 0.9±0.03 ml (OEtA) e 0.4±0.03 ml (controlli; p<0.01), e 0.03±0.003 ml (OEtA) e 0.06±0.007 ml (controlli; p<0.05) e BC erano 0.9±0.03 ml (OEtA) e 0.5±0.02 ml (controlli; p<0.01). L’aumento nella BP e AUC dovuti alla PGE2 sono risultati maggiori nei controlli (45%±4% e 52%±3%) rispetto ai ratti trattati con OEtA (15%±1% e 31%±1%;p<0.05). Nei ratti trattati, la FP è aumentata del 18%±1% a 42±1.0 cmH2O dopo la PGE2 mentre nessun cambiamento è stato notato nei controlli (p<0.01). Nel corso degli esperimenti di organbath, a basse concentrazioni di carbacolo (10nM-100nM) il detrusore dei ratti trattati ha risposto con maggiori contrazioni (p<0.05) rispetto ai controlli, ma nessuna differenza nell’Emax è stata registrata. Le contrazioni indotte dalla stimolazione nervosa sono risultate simili in entrambi i gruppi. Conclusioni: Il trattamento cronico con OEtA riduce i parametri urodinamici indice di iperattività vescicale, aumentando la capacità vescicale. Si può ipotizzare un ruolo del sistema degli endocannabinoidi nel controllo periferico del riflesso urinario.

Urologia 2012; 79(Suppl. 19)

Article Type: CONGRESS ABSTRACTS

DOI:10.5301/RU.2012.10151

Authors

Giorgio Gandaglia, Fabio Castiglione, Francesco Montorsi

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Authors

  • Gandaglia, Giorgio [PubMed] [Google Scholar]
    Urological Research Institute, Ospedale San Raffaele/Università Vita-Saluta San Raffaele, Milano, Italia
  • Castiglione, Fabio [PubMed] [Google Scholar]
    Urological Research Institute, Ospedale San Raffaele/Università Vita-Saluta San Raffaele, Milano, Italia
  • Montorsi, Francesco [PubMed] [Google Scholar]
    Urological Research Institute, Ospedale San Raffaele/Università Vita-Saluta San Raffaele, Milano, Italia

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