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ThuLep, primi risultati su 21 pazienti trattati

ThuLep, primi risultati su 21 pazienti trattati

Urologia 2012; 79(Suppl. 19)

Article Type: CONGRESS ABSTRACTS

DOI:10.5301/RU.2012.10154

Authors

Giovanni Saredi, Giacomo Maria Pirola, Giuseppe Gianesini, Alberto Mario Marconi

Abstract

Introduzione: Da maggio 2012 è stata introdotta nella Nostra Divisione la metodica di enucleazione laser prostatica transuretrale (ThuLep) con Thullium laser (Quantasystem 150W). Questa metodica di resezione permette di trattare endoscopicamente pazienti con adenomi prostatici voluminosi, consentendo un più rapido decorso postoperatorio ed una riduzione dei tempi di degenza.Obiettivi: Valutare l’efficacia di questa metodica nel trattamento dell’Iperplasia Prostatica Benigna.Materiali: Per la stesura di questo elaborato, abbiamo considerato i 21 pazienti che nel periodo compreso tra Maggio e Settembre 2012 sono stati sottoposti ad intervento di ThuLep. Metodi: Presentiamo un’osservazione retrospettiva nella quale enunciamo i principali dati dei pazienti, presentati come risultato medio e mediano, andando poi a valutare la tecnica operatoria e l’outcome dei pazienti. Per l’analisi della sintomatologia è stato usato lo score IPSS. Risultati: L’età media dei pazienti è di 68,81 anni (range 59-79 anni, mediana 70 anni). Il volume dell’adenoma prostatico era compreso tra i 25 ed i 100 ml (media 60 ml). Tutti i pazienti sono stati sottoposti al questionario IPSS per la valutazione della sintomatologia riferibile all’ipertrofia prostatica, risultando in 11 pazienti con un punteggio globale maggiore di 20 punti, ed in 8 con una sintomatologia di tipo medio (punteggio tra 8 e 19). Solo in un caso il test non è stato eseguito, in un paziente psicotico affetto da schizofrenia. I valori del PSA sono stati nel range tra 1,8 e 10,0 ng/ml, senza aver mai avuto esito a riscontro incidentale di carcinoma prostatico. La durata dell’intervento, compresa tra i 34 ed i 155 minuti complessivi, con una mediana di 95 minuti, è stata condizionata dal volume dell’adenoma e dalla curva di apprendimento della metodica. È stato registrato il tempo di utilizzo del laser, valutato in un range tra 16,14 e 35,36 minuti con una mediana di 25,86 minuti e la quantità totale di energia erogata, compresa tra 110000 e 242140 J e con una mediana di 181870 J. Il tipo di fibra laser utilizzata è stata del calibro di 800 µm in 15 casi, mentre in 6 era di 600 µm. Nell’immediato postoperatorio è stata posizionata una cistolusi continua con soluzione fisiologica, rimossa in prima giornata in 15 casi (70% del totale), in 6 in seconda giornata postoperatoria (30% del totale). La rimozione del catetere vescicale è stata effettuata in prima giornata in 10 pazienti (47% del totale), in seconda in 6 pazienti (28% del totale), in terza in 2 pazienti (10% del totale), mentre 3 pazienti (15% del totale) hanno mantenuto il catetere vescicale per un maggior numero di giorni, di cui uno per 5 giorni (perforazione vescicale) e 2 per una settimana, in seguito a duplice ritenzione urinaria, post-rimozione in un caso ed in seguito ad IRA post-ureteroscopia consensuale alla ThuLep in monorene chirurgico nell’altro. La dimissione, nella nostra casistica, è stata effettuata nello stesso giorno in cui è stato rimosso il catetere vescicale, dopo aver accertato la ripresa spontanea della minzione. Intraoperatoriamente si sono verificati 2 episodi di perforazione vescicale in corso di morcellazione, che hanno richiesto una verifica e coagulazione tramite resettore monopolare, con rimozione del catetere vescicale rispettivamente in 2° e 7° giornata. Nell’ immediato postoperatorio si è avuto un caso di riposizionamento di catetere vescicale per macroematuria ad una settimana dall’intervento e sua rimozione dopo due giorni. Al primo controllo ambulatoriale post-dimissione (10 giorni dopo il ricovero) è stato segnalato solamente 1 caso di algia uretrale post-minzionale protratto per 10 giorni. Abbiamo inoltre sottoposto 15 pazienti al questionario IPSS dopo due mesi dall’intervento, nel quale due pazienti hanno lamentato il persistere di nicturia almeno tre volte per notte con mitto valido ed uno mitto ipovalido, mentre tutti gli altri intervistati hanno riferito una piena risoluzione della sintomatologia.Conclusioni: Da questa prima analisi, si può notare come questa tecnica permetta da subito l’approccio endoscopico per importanti volumi prostatici (massimo 100 ml), con volume medio 60 ml nella nostra casistica. Chiari sono i vantaggi nella ripresa funzionale postoperatoria (47% di rimozione del catetere vescicale in prima giornata), accorciando i tempi di degenza rispetto alla TURP monopolare. Le complicanze maggiori (2 perforazioni vescicali) sono risultate collegate alla morcellazione e non alla enucleazione e di facile gestione, con minimo allungamento dei tempi di degenza. Dall’analisi del punteggio IPSS postoperatorio a due mesi (16 pazienti), risulta come si è avuta una completa risoluzione dei LUTS.

Article History

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Authors

  • Saredi, Giovanni [PubMed] [Google Scholar]
    Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, Varese
  • Maria Pirola, Giacomo [PubMed] [Google Scholar]
    Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, Varese
  • Gianesini, Giuseppe [PubMed] [Google Scholar]
    Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, Varese, Italia
  • Mario Marconi, Alberto [PubMed] [Google Scholar]
    Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi, Varese

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